2009/01/10
2009/01/03
1969/01/03: Il successo del primo viaggio umano verso la Luna nei settimanali di tutto il mondo


2008/12/31
1968/12/31: Borman, Lovell e Anders personaggi dell'anno 1968 per la rivista "TIME"
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| La copertina della rivista "TIME" uscita nelle edicole nei primi giorni del gennaio 1969. |
2008/12/29
1968/12/29: Il rientro a Houston - È l’ora del trionfo
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| 29 dicembre. I tre astronauti di Apollo 8 ancora a bordo della portaerei che li ha recuperati, vengono festeggiati dai marinai della Yorktown (foto AP8-68-H-1455, scansione di Ed Hengeveld). |
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| Dalla prima pagina de "La Stampa" uscita in edicola domenica 29 dicembre 1968 (dalla collezione personale di Gianluca Atti). |
2008/12/28
1968/12/28: La conclusione della straordinaria avventura di Apollo 8 nei quotidiani italiani
2008/12/27
1968/12/27: Il rientro nell'atmosfera e lo "splashdown" nell'Oceano Pacifico
Frank Borman, James Lovell e William Anders stanno per tornare a casa, dopo aver girato intorno alla Luna per dieci volte, rientrando sulla Terra alla fantastica velocità di 40.000 km orari.
Prima che avvenga lo spettacolare tuffo nella zona prescelta nell'Oceano Pacifico, i tre astronauti, a bordo del loro prodigioso veicolo cosmico, si sono liberati dapprima del Modulo di Servizio (SM) poi predisponendo ciò che rimane della gigantesca struttura che si è levata al cielo la mattina del 21 dicembre dalla rampa 39-A, dispongono la capsula per il rientro verso la Terra, offrendo all'attrito dell'atmosfera la base piatta del veicolo con lo speciale scudo termico.
Ore 16:37 italiane: a circa 120 chilometri dalla superficie terrestre Apollo 8 penetra nell'atmosfera sfrecciando obliquamente per il cielo della Siberia, della Cina settentrionale, del Giappone per giungere infine al di sopra dell'Oceano Pacifico. Ha inizio il "blackout" nelle comunicazioni radio tra i tre astronauti e il Centro di Controllo di Houston. Lo spaventoso calore di 2.800 gradi centigradi che si sviluppa per l'attrito della folle corsa potrebbe consumare in una unica gigantesca fiammata la navicella spaziale con il suo equipaggio. E' l'ultimo momento critico della fantastica missione di Borman, Anders e Lovell.
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| Raffigurazione artistica del rientro della capsula Apollo 8 nell'atmosfera terrestre (fonte: Spacefacts). |
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| La spettacolare immagine che riprende il rientro nell'atmosfera di Apollo 8 la mattina del 27 dicembre 1968. La foto è stata scattata a bordo di un KC-135. |
Alle 16:40 ora italiana terminato il "blackout", le navi per il rilevamento disposte dalla NASA nel punto previsto dell'ammaraggio sul Pacifico, sono le prime a captare, tra il crepitio dei segnali radio provenienti da nove chilometri di altezza, la voce degli astronauti: "Tutto bene, Houston!", annuncia il pilota del Modulo di Comando (CM) James Lovell. Alle 16:45 si aprono i primi paracadute dal diametro di cinque metri, grazie ai quali la velocità della capsula scende da circa 480 chilometri orari a 280. Un minuto dopo si dispiegano i grandi paracadute principali che riducono la discesa a 35 chilometri orari.
Alle 16:51 italiane lo "splashdown" della navicella denominata Apollo 8 nelle fredde acque dell'Oceano Pacifico a meno di sei chilometri e mezzo dalla portaerei di recupero Yorktown. Sono trascorsi sei giorni, tre ore, zero minuti e 41 secondi dal distacco dalla rampa di lancio 39-A.
E' questo il primo ammaraggio nella storia dell'esplorazione spaziale americana a terminare interamente al buio: manca infatti un'ora e 19 minuti al sorgere del Sole. Per quanto venga subito avvistata dalla portaerei durante l'ultima fase della discesa, grazie ad un faro dalla luce biancheggiante posto nella parte superiore della capsula, le fasi del recupero dei tre astronauti iniziano solo un'ora dopo con le prime luci dell'alba.
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| Gli uomini rana hanno raggiunto l'equipaggio di Apollo 8: iniziano le operazioni di recupero dei tre astronauti. |
Ore 18:18 ora italiana. I tre astronauti usciti dalla loro prodigiosa capsula spaziale e trasportati a bordo di uno speciale elicottero giungono a bordo della portaerei Yorktown.
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| Sulla tolda della portaerei Yorktown escono i tre astronauti di Apollo 8. Tornano dal viaggio più incredibile dell'uomo al di fuori del pianeta Terra (foto AP8-68-H-1450, scansione di Ed Hengeveld). |
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| Foto AP8-68-H-883, scansione di Ed Hengeveld. |
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| Dopo gli astronauti, anche la capsula Apollo che ha permesso il primo viaggio umano verso la Luna viene recuperata e issata a bordo della Yorktown (foto AP8-S68-56217, research: J.L.Pickering). |
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| Foto AP8-S68-56304. |
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| Foto AP8-S68-56307. |
Con il felice ritorno di Frank Borman, William Anders e James Lovell, i primi circumnavigatori del satellite naturale della Terra, un grande sospiro di sollievo si diffonde al Centro di Controllo di Houston e in ogni angolo del mondo.
"Questo volo è uno dei più grandi sforzi pionieristici dell'umanità. Sentiamo l'umiltà di essere stati coloro a cui è stato concesso di compiere questa storica impresa. Questa non è la fine di un ciclo, ma solo il principio. Il felice ritorno a terra di Apollo 8 è l'inizio di un programma di missioni spaziali che si estenderà per un arco di molte generazioni. L'uomo ha appena cominciato la marcia nell'esplorazione dell'Universo". Sono le commosse ma decise parole dell'Amministratore della NASA Thomas O. Paine.
La Luna sembra dunque a portata di mano. Lo spettacolare viaggio di Apollo 8 ha esaltato come nessun altro viaggio compiuto precedentemente nella storia dell'umanità lo spirito avventuroso dell'uomo, ma anche donato al progresso tecnico-scientifico un contributo fondamentale.
Il successo del viaggio lunare di Borman, Lovell e Anders incoraggia non soltanto il progetto di discesa sulle desolata landa selenica, ma porta una rinnovata speranza all'America e in generale all'umanità intera in uno degli anni più turbolenti del XX secolo.
Durante il viaggio di ritorno verso la Terra, tra i tanti messaggi di congratulazioni letti agli astronauti dal Centro di Controllo di Houston, uno spiccava su tutti. E' di una casalinga degli Stati Uniti e dice: "Avete salvato il 1968".
Come la missione precedente di Apollo 7, anche la numero 8 rappresenta una tappa fondamentale nella fase conclusiva della scalata umana verso la Luna. Prima di giungere allo sbarco effettivo di due astronauti americani sulla superfice selenica, occorre superare altre due tappe fondamentali: la prova ed il collaudo nell'orbita terrestre del Modulo Lunare (LM), obiettivo della prossima missione di Apollo 9, e successivamente la prova generale ed i collaudo di tutte le manovre direttamente in orbita lunare con la successiva missione di Apollo 10.
2008/12/01
1968/12/01: I rischi e i pericoli della missione lunare americana sul settimanale "Epoca"
Vale la pena di notare l’attenzione al rischio comportato dalle fasce di Van Allen, che diventeranno un tormentone dei complottisti lunari: un rischio già noto, valutato e risolto ancor prima degli allunaggi, appunto con la missione Apollo 8. Ecco come lo descrive Franco Bertarelli su Epoca:
Le fasce di Van Allen: una specie di ponte minato
Il secondo punto critico, così drammaticamente esaltato da Bernard Lovell [sir Bernard Lovell, nessuna parentela con l’astronauta Jim Lovell di Apollo 8, era un notissimo astronomo britannico che all'epoca dirigeva l’osservatorio radioastronomico di Jodrell Bank ed è considerato il fondatore della radioastronomia], è quello delle pericolose radiazioni cui gli astronauti sarebbero esposti durante il viaggio di andata e ritorno, quando dovranno, per forza, traversare le cosiddette fasce di Van Allen.
Si tratta, come mostra il disegno schematico pubblicato in queste pagine, di due cinture fortemente radioattive che circondano la Terra, una più bassa (a circa 3200 chilometri) e l’altra più alta (a circa 16 mila chilometri), dentro le quali il campo magnetico terrestre ha catturato -- e mantiene -- particelle cosmiche provenienti dal Sole ed anche dalle Stelle. Sarà come traversare un oceano tempestoso, come varcare un ponte minato: ma -- ce lo conferma anche il professor Kaminski [Heinz Kaminski, ingegnere chimico e ricercatore spaziale tedesco, fondatore dell’osservatorio di Bochum che captò i segnali radio delle sonde sovietiche e degli astronauti Apollo] -- si tratta di affrontare un pericolo conosciuto, protetti da mezzi di difesa (scudi antiradiazioni) di ben studiata efficacia.
Certo, nessun uomo ha mai traversato le fasce di Van Allen: ma gli esperimenti compiuti recentemente con gli esseri viventi posti a bordo della sonda sovietica Zond 5, lanciata intorno alla Luna il 15 settembre e recuperata intatta nell’oceano Indiano, non sono tali da giustificare il pessimismo del radioastronomo inglese. Le tartarughe, i moscerini e i microrganismi racchiusi nei contenitori biologici della Zond non hanno riportato guai seri, se si eccettua qualche disturbo al fegato e alla milza delle tartarughe, ed una loro piuttosto strana perdita di peso.
Soprattutto su questo punto, la tesi del professor Kaminski sembra ineccepibile: poiché la quantità e la natura delle radiazioni nocive che gli astronauti dell’Apollo 8 dovranno affrontare è nota, diventa ingiurioso per la scienza americana supporre che non siano stati approntati ineccepibili sistemi di difesa.
2008/08/19
1968/08/19: La NASA annuncia modifiche alla missione Apollo 8
La NASA tiene una conferenza stampa per annunciare dei cambiamenti alla missione Apollo 8, il primo volo con equipaggio di un vettore Saturn V, previsto per dicembre 1968.
Il vicedirettore generale (Deputy Administrator) della NASA Thomas O. Paine annuncia che la NASA ha eliminato dalla missione le attività del Modulo Lunare, che non sarà pronto prima di febbraio o marzo 1969.
Il direttore del programma Apollo, Samuel C. Phillips, dichiara che far volare Apollo 8 a dicembre fornisce una “occasione di acquisire esperienza nelle operazioni del Saturn V prima di quanto sarebbe possibile altrimenti”. Questa occasione sarà fondamentale nel raggiungere l’obiettivo che era stato fissato dal presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy di far atterrare un uomo sulla Luna prima della fine del decennio.
Il direttore generale (Administrator) della NASA, James Webb, ha preso questa decisione dopo lunghe valutazioni interne all’ente spaziale.
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| A sinistra, Thomas Paine; a destra, Samuel Phillips. Fonte: NASA. |
Paine dichiara che la NASA intende usare solo i moduli di comando e servizio per la missione Apollo 8, ma che la decisione finale del profilo di missione verrà presa solo dopo che Apollo 7 avrà volato con successo. Tuttavia, dato che la pianificazione della missione e il relativo addestramento devono cominciare prima del volo di Apollo 7, resteranno aperte varie opzioni, compreso un volo intorno alla Luna.
Paine e Phillips annunciano formalmente che la NASA scambierà gli equipaggi delle prime due missioni a bordo di un Saturn V per sfruttare al meglio il rispettivo addestramento e le rispettive competenze: il comandante Frank Borman, il pilota del modulo di comando James A. Lovell e il pilota del modulo lunare William A. Anders voleranno con la missione Apollo 8, mentre il comandante James A. McDivitt, il pilota del modulo di comando David R. Scott e il pilota del modulo lunare Russell L. Schweickart svolgeranno il primo test con equipaggio del modulo lunare nei primi mesi del 1969 con la missione Apollo 9.
Fonte: NASA.






















