2018/12/01

1968/12/01: I rischi e i pericoli della missione lunare americana sul settimanale "Epoca".



Il servizio del settimanale "Epoca" uscito nelle edicole italiane, sui possibili rischi che i tre astronauti di Apollo 8 affronteranno nel loro viaggio verso la Luna (dalla collezione personale di Gianluca Atti).


Vale la pena di notare l‘attenzione al rischio comportato dalle fasce di Van Allen, che diventeranno un tormentone dei complottisti lunari: un rischio già noto, valutato e risolto ancor prima degli allunaggi, appunto con la missione Apollo 8. Ecco come lo descrive Franco Bertarelli su Epoca:

Le fasce di Van Allen: una specie di ponte minato

Il secondo punto critico, così drammaticamente esaltato da Bernard Lovell [sir Bernard Lovell, nessuna parentela con l’astronauta Jim Lovell di Apollo 8, era un notissimo astronomo britannico che all'epoca dirigeva l’osservatorio radioastronomico di Jodrell Bank ed è considerato il fondatore della radioastronomia], è quello delle pericolose radiazioni cui gli astronauti sarebbero esposti durante il viaggio di andata e ritorno, quando dovranno, per forza, traversare le cosiddette fasce di Van Allen.

Si tratta, come mostra il disegno schematico pubblicato in queste pagine, di due cinture fortemente radioattive che circondano la Terra, una più bassa (a circa 3200 chilometri) e l’altra più alta (a circa 16 mila chilometri), dentro le quali il campo magnetico terrestre ha catturato -- e mantiene -- particelle cosmiche provenienti dal Sole ed anche dalle Stelle. Sarà come traversare un oceano tempestoso, come varcare un ponte minato: ma -- ce lo conferma anche il professor Kaminski [Heinz Kaminski, ingegnere chimico e ricercatore spaziale tedesco, fondatore dell’osservatorio di Bochum che captò i segnali radio delle sonde sovietiche e degli astronauti Apollo] -- si tratta di affrontare un pericolo conosciuto, protetti da mezzi di difesa (scudi antiradiazioni) di ben studiata efficacia.

Certo, nessun uomo ha mai traversato le fasce di Van Allen: ma gli esperimenti compiuti recentemente con gli esseri viventi posti a bordo della sonda sovietica Zond 5, lanciata intorno alla Luna il 15 settembre e recuperata intatta nell’oceano Indiano, non sono tali da giustificare il pessimismo del radioastronomo inglese. Le tartarughe, i moscerini e i microrganismi racchiusi nei contenitori biologici della Zond non hanno riportato guai seri, se si eccettua qualche disturbo al fegato e alla milza delle tartarughe, ed una loro piuttosto strana perdita di peso.

Soprattutto su questo punto, la tesi del professor Kaminski sembra ineccepibile: poiché la quantità e la natura delle radiazioni nocive che gli astronauti dell’Apollo 8 dovranno affrontare è nota, diventa ingiurioso per la scienza americana supporre che non siano stati approntati ineccepibili sistemi di difesa.